Tripel: le tre X dei monaci trappisti

Last Updated on Aprile 2021 by Riccardo Francesconi

Sapevi che i monaci erano soliti segnare alcune X sui barili delle loro birre a seconda del grado alcolico? E che la nascita delle Tripel è fortemente legata alle abbazie trappiste?

Westmalle Tripel. La prima birra trappista chiara della storia della birra.

Dio ha una voce bionda, morbida e piena, come la birra

Anne Sexton

Quando si parla di produzione trappista uno degli stili che ci viene subito alla mente è quello delle tripel o triple che dir si voglia. Non a caso il BCJP mette questo stile sotto la categoria delle Trappist Ale.

Eppure i suoi natali sembrano da ricercare fuori dalle mura monastiche.

Il nome Tripel è stato coniato recentemente: nemmeno un secolo fa in un monastero trappista belga. Tuttavia, è dall’ VIII secolo che la storia della birra è legata ad i monasteri del Belgio e, ancor prima, a quella di altri monasteri. Le avole di questo stile venivano prodotte ben prima che la ricetta della Tripel fosse delineata.

Le ” X “

I monaci erano soliti produrre diversi tipi di birra all’interno dei loro birrifici e, a seconda del grado alcolico che si sarebbe ottenuto, segnavano fuori dalla botte un determinato numero di X. Le X fuori dal barile delle birre più alcoliche e più forti erano tre.

E proprio grazie a queste tre X (XXX) le Tripel hanno assunto il loro nome.

Ma scendiamo più nel dettaglio.

Le Tripel da tenere a mente

Tripel è il nome di uno stile birrario ad alta fermentazione, di colore chiaro, con un corpo rotondo e complesso. I suoi profumi appartengono alla sfera della frutta e delle spezie che accompagnano sentori di panificato dolce. Il grado alcolico è sostenuto e la secchezza finale in bocca la rende una birra estremamente e pericolosamente godibile.

Bene, questa è la Tripel che conosciamo oggi, ma è sempre stata così?

Le ave delle tripel non erano affatto color oro, erano alcoliche e sostenute nel corpo, ma di colore bruno, un po’ come le dubbel. Questo perché solo durante il XVIII secolo si affermarono le tecniche per produrre birre chiare. Addirittura, il malto chiaro specifico per la produzione di tripel è stato creato, di fatto, nel 1842. Fino a quella data sarebbe stato impossibile brassare birre così chiare, infatti la loro ultima evoluzione è qualcosa di straordinario, nonché frutto di ingegno e conoscenza.

Chi creò la Tripel?

I monasteri del Belgio sono i tenutari di questa tradizione in quanto è dentro a queste strutture religiose che le avole delle tripel sono nate, se pur, ricordo, non si chiamavano così.

Proprio dal modo dei monaci belgi di catalogare le birre con le X deriva il nome Tripel con il quale, nel 1934 venne battezzata la birra chiara prodotta nell’abbazia trappista di Westmalle. Questa abbazia sembrerebbe abbia dato vita allo stile Tripel grazie a Henrik Verlinden, un ingegnere birraio (laico) collaboratore di Westmalle.

Fu lui, e non un monaco trappista, a mettere appunto la ricetta che prevedeva l’uso di malto Pils usato all’ unanimità, acqua morbida, luppolo e lievito ad alta fermentazione, che nello specifico era il ceppo 3787 High Gravity Trappist.

Michael Jackson non la pensa proprio così…

La Tripel è datata 1934, ma c’è qualcosa da aggiungere. Michael Jackson, ad esempio, afferma che il padre di questo stile sia proprio Henrik Verlinden in quanto egli produceva nel suo birrificio, De Drie Linden, una birra che di fatto era una Tripel già nel 1932, quindi due anni prima dell’esplicitazione della triple di Westmalle. Questa birra si chiamava Witkap Pater (oggi Witkap Tripel).

Carl Kins, in un suo articolo, sostiene addirittura che nemmeno il lievito appartenesse a Westmalle.

Preferisco attenermi, tuttavia, alle tesi che ho scritto in questo articolo, in quanto, anche queste, sono frutto di ricerche supportate da studiosi birrari come Stan Hieronymous (riguardo alle X sulle botti, per fare un esempio). Nonostante ciò, credo che questo articolo abbia un punto di vista molto interessante.

L’abbazia di Westmalle ha avuto un ruolo cruciale nella creazione di questo stile birrario e, soprattutto, è bene sottolineare che ha dato i natali alla prima birra trappista chiara.

Conclusioni

La Tripel, al di là del padre, è uno stile di grande regalità ed eleganza. Uno stile che mostra la sua maestosità già alla vista del colore nel bicchiere, che le si addice. I suoi profumi e il suo corpo fondono aromi di frutta con aromi derivati dal malto che la fanno essere una birra abboccata. Ma il segreto della sua eleganza e della sua grandezza sta nel finale secco, che tiene testa a tutta la forza di questo stile intramontabile.

L’articolo finisce qui! Hai una tripel preferita? Ti piace questo stile? Lascia un commento sotto a questo articolo oppure sulla pagina Facebook o Instagram. E non dimenticarti di di scoprire la newsletter gratuita di questo blog oppure vai direttamente al form per iscriverti!

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