SESSION IPA, SURF E SOLE

Se sapessi fare surf, alla fine di una giornata sulle onde californiane, vorrei bere una Session IPA. Magari mentre guardo il sole tramontare. Vorrei una birra dai profumi esotici e resinosi, con un corpo dissetante ed il giusto alcol.

Session IPA una birra perfetta da bere dopo una giornata in spiaggia
Foto di PIXNIO

Non esiste un modo giusto per cavalcare un’onda.

Jamie O’Brien

Un po’ come non esiste un modo giusto per bere una birra, ma esiste berla.

Sì sì lo so questa intro è un po’ romantica, però ci starebbe una Session IPA in California anche perché è proprio sul versante ovest degli States che le IPA in stile americano hanno visto i loro esordi.

Da tenere a mente

Le Session IPA sono birre dal profumo e gusto esotico, agrumato e resinoso, con un corpo snello e un’alcolicità bassa.

Quando si parla di Session IPA si parla, infatti, di luppoli americani o comunque di tutti quei luppoli che, in un modo o nell’altro, scaricano sulla birra profumi e gusti di frutta esotica, agrumata e chiare note balsamiche.

Questa precisazione era doverosa perché non ho mai trovato (e vi sfido a farlo, magari nei commenti) una Session IPA prodotta partendo da una IPA tradizionale inglese, nella quale devono essere utilizzati luppoli, rigorosamente, del sud della Gran Bretagna.

Anche se il termine Session è nato proprio lì, in Inghilterra, per indicare birre dal basso contenuto alcolico e il corpo leggero adatte ad essere bevute rapidamente.

Comunque, per le particolarità che vi ho detto, stiamo parlando di una birra perfetta per le stagione estiva, il cui gusto si abbina senza dubbio al sole, alla spiaggia o a una bella piscina cristallina.

La Session IPA in uno schema

  • Color Oro (ok anche ambra)
  • Alcol intorno ai 4,5% a.b.v.
  • Schiuma bianca e persistente
  • Carbonazione vivace
  • Luppoli che donano aromi di frutta esotica, agrumata e note balsamiche
  • Malti chiari che comunque dovranno bilanciare i luppoli
  • Gusto amaro sul finale

Ma parafraso e spiego meglio

Le Session IPA sono birre dal basso contenuto di alcol. Un requisito imprescindibile, come quello del corpo leggero, che rendono la bevuta “veloce”, con la possibilità di farne un’altra e un’altra ancora. “Sessionable is meglio che one” …diceva così la pubblicità giusto?

I primi due requisiti sono questi. Andando avanti direi che la luppolatura debba essere quella che porta profumi esotici, agrumati e balsamici. I luppoli americani della costa Ovest, e perché no, proprio della Yakima Valley, potrebbero aiutare molto, così come alcune varietà australiane. Ah…i luppoli, oltre agli aromi fruttati, nel gusto doneranno un amaro che si farà sentire.

Veniamo alla bollicina. Ci deve essere. Non so se l’ho già detto in qualche altro articolo, ma non sono un fan della carbonazione. Però qui serve. Intanto, aiuta i profumi esotici (e ri-daglie con l’esotico) a venire fuori ed a arrivare fino al nostro naso. In più, una bolla un po’ vivace (non come le Bitter per intendersi) ci sta tutta con il mare, il tramonto e la California (mi è presa con la California oggi)

Colore da ultimo perché, come avrete notato, sto andando a braccio e non sto degustando una Session IPA in questo momento (non sono nemmeno in California a dirla tutta) quindi non mi sono sentito in dovere di seguire la scaletta “classica”.

Dicevamo…per quanto riguarda il colore direi che il color oro è quello che si addice di più a questa birra. Ma ne esistono ottimi esempi dai toni ambrati.

Finisce qui l’articolo sulle Session IPA. Rimani in contatto con questo blog con la newsletter gratuita di BIRRA for Beginners. E commenta questo articolo qui infondo oppure su Facebook e Instagram.

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