La birra nel Medioevo. Monasteri e commerci

La birra nel Medioevo. Monasteri e commerci

Last Updated on Marzo 2022 by Riccardo Francesconi

In questo articolo parleremo della birra nel Medioevo. E tratteremo delle aree geografiche che comprendono tutte quelle nazioni che oggi fanno parte del nord e centro Europa.

La birra nel Medioevo

In qualche modo tralasceremo il sud Europa in quanto (il nostro paese ne è un esempio su tutti) la cultura birraria, se pur presente da sempre grazie ai Fenici e agli Etruschi, almeno dal punto di vista delle evidenze storiche, fu sopraffatta dal vino e dalla sua cultura.

Ma ciò non vale per le nazioni ubicate più a nord le quali, da millenni, producono birra. D’altronde la vite non aveva grande prosperità in queste aree, ma ne avevano i cereali che erano impiegati per produrre il “nostro” fermentato. Sia gli appartenenti alle classi dirigenti che il popolo apprezzava il nettare di Gambrinus e questo lo si nota tutt’oggi grazie a affreschi, racconti e documenti.

È bene specificare che la birra non era tutta uguale e solitamente la migliore era in mano a regnanti e ecclesiastici. Basti pensare che c’erano diversi locali per la produzione della birra all’interno dei monasteri più grandi. Ciò era fatto per “dividere” le produzioni di birra da bere “tutti i giorni” o per la beneficenza da quelle adatte a occasioni speciali. Occasioni speciali quali feste religiose oppure le visite di personaggi importanti all’interno del monastero.

Parliamo fin da subito di monasteri perché proprio nel Medioevo, monaci e monache hanno avuto un ruolo centrale nella produzione brassicola e in generale nel suo miglioramento e nella sua innovazione. Tutto ciò, i monaci e le monache, non lo facevano, certo per esclusivo diletto, ma per sostentamento e beneficenza.

La birra come sostentamento e beneficenza all’interno dei monasteri.

Mantenere strutture religiose come quelle dei monasteri non doveva essere facile e spesso nella storia si è dovuto ricorrere a lavori di ampliamento degli stessi o migliorie in genere. Come fare per pagare queste “ristrutturazioni”? Con la birra. Infatti, grazie ai numerosi studi i monaci riuscirono ad ottenere birre dalla qualità sopra la media e questo fatto risuonò in tutte le terre.

La birra era dono per i pellegrini e i mendicanti che dovevano recuperare le forze dal cammino o da una vita poco agiata. D’altronde, non dimentichiamoci che è composta dagli stessi ingredienti del pane.

Ci troviamo, quindi, in una situazione molto particolare per la birra dal nostro punto di vista. Infatti, noi contemporanei la leghiamo al piacere. Per le strutture monasteriali, invece, la birra era piacere, ma in primis vero e proprio sostentamento soprattutto durante i lunghi periodi di digiuno.

Perché la birra nel Medioevo era di qualità superiore nei monasteri?

Sembra che, durante il Medioevo la differenza tra la birra monasteriale e quella casalinga o prodotta da strutture atte alla rivendita fosse abissale. La birra monasteriale era di gran lunga più buona. Il motivo risiede nel fatto che i monaci e le monache erano veri e propri studiosi di tutto ciò che facevano. Dalla coltivazione di frutta e verdura alla produzione di birra, appunto. Si dedicavano al fermentato di cereali con metodo, se non scientifico almeno empiristico annotando ricette, ingredienti, passaggi produttivi particolari e tanto altro. Quindi crearono a poco a poco delle vere e proprie mappe che indicavano la via della produzione di birra di alta qualità. Non solo, tutte queste annotazioni vennero passate di mano in mano al susseguirsi dei mastri birrai e tutto venne perfezionato attraverso decenni e secoli.

La produzione casalinga e i primi commerci

Un canale della città di Amburgo

Gli abitanti di queste aree geografiche (centro e nord Europa) durante il Medioevo, producevano birra nelle proprie dimore e a farlo, principalmente, erano le donne. La produzione di birra fu importantissima durante carestie e epidemie in quanto, parlando del secondo caso, la birra era più sicura dell’acqua grazie al processo di ebollizione. Processo introdotto proprio durante questo millennio molto luminoso per il fermentato di cereali.

Ma la produzione di birra dei laici non era solo quella casalinga, infatti, a poco a poco si carpirono i segreti della birra monasteriale e si iniziarono ad avviare dei veri e propri commerci attraverso i mari durante il basso Medioevo. In questo caso non si parlava certo di sostentamento. A dimostrazione di ciò basti pensare ad una città come Amburgo che contava 10000 cittadini e 531 birrifici. Ma non solo Amburgo fu una città importante per la birra, anche città belghe come Lovanio e Bruges. Città come Londra per quanto riguarda l’odierna Gran Bretagna oppure Haarlem nei Paesi Bassi. Per quanto riguarda invece l’attuale Germania oltre che Amburgo anche Brema fu una città rilevante per il commercio birrario.

La birra nel medioevo conclusioni

Possiamo quindi affermare che la birra durante il medioevo ebbe un ruolo centrale che solidificò ancor di più la sua importanza nella cultura del centro e nord Europa. Lo fece attraverso il suo aspetto nutrizionale sia attraverso il suo aspetto commerciale. L’uomo dal canto suo assecondò quando un aspetto quando un altro in base alle sue esigenze. Certo è incredibile concepire che un liquido così semplice nasconda un legame così profondo con culture, aspetti di vita e persone così diverse tra loro.

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2 replies to La birra nel Medioevo. Monasteri e commerci

  1. Grazie Riccardo,
    il medioevo dal punto di vista della birra è davvero interessante!

    • Eh sì! Molto interessante!

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