La birra IPA, tutto quello che c’è da sapere

La birra IPA, tutto quello che c’è da sapere

Last Updated on Gennaio 2023 by Riccardo Francesconi

Se vuoi sapere cosa è la birra IPA e scoprire tutto quello che c’è da conoscere, sei sull’articolo giusto. Ti dirò i suoi ingredienti e la sua gradazione e anche cosa significa IPA. Alla fine dell’articolo ti darò anche qualche consiglio su cosa abbinare alla birra IPA. E sarà mia premura lasciarti, anche, qualche esempio di questo stile compreso uno italiano.

la Birra IPA 1

Indice

  • Birra IPA, significato
  • Dove è nata la birra IPA?
  • Birra IPA : gusto (caratteristiche sensoriali)
  • Identikit della birra IPA
  • Birra IPA : ingredienti
  • Come è fatta la birra IPA?
  • Cosa abbinare alla birra IPA
  • Elenco dei vari tipi di IPA prodotti al giorno d’oggi
  • Tre esempi + una birra IPA italiana

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Birra IPA: significato

Cerchiamo di capire cosa significa birra IPA scomponendo il significato di questo acronimo.
IPA è l’acronimo di India Pale Ale. Da dove nasce questo nome?
Iniziamo dall’ultima parola.
“Ale” era il solo modo in cui si indicava la birra anticamente in Inghilterra. Oggi, a dirla tutta, con “ale” si intendono tutte le birre ad alta fermentazione, il tipo di fermentazione che vede il lievito “lavorare” ad alte temperature.
“Pale”, significa, parlando di birra, chiaro e indica sia il colore dei malti con cui è prodotta questa birra sia il nome vero e proprio dei malti utilizzati, Pale malts.
“India” indica il fatto che questa Pale Ale (birra ad alta fermentazione chiara) era prodotta per essere trasportata in India (o almeno così vuole la leggenda).

Dove è nata la birra IPA?

L'Inghilterra è dove è nata la birra IPA

La birra IPA ha una storia antica e recente allo stesso tempo e potremmo anche dire che vede due nascite. Una in Inghilterra e l’altra negli States. La sua prima nascita, quella su territorio inglese, appartiene alla fine del XVIII secolo mentre quella statunitense al XX secolo.

L’origine della birra IPA

L’origine della birra IPA, quindi, è da assegnare a tutti gli effetti all’Inghilterra di fine 700’. Ma perché ti parlo di due nascite?

La storia della IPA è intrisa di racconti e leggenda popolare. Una leggenda che parla di inglesi assetati di birra nelle colonie indiane.

Per spegnere questa sete si dice che in madre patria, alcuni mastri birrai, crearono una birra “speciale”. Fu alzato il grado alcolico ad una birra comune la “pale ale” e soprattutto fu aggiunto alla ricetta una grande quantità di luppolo che, come racconto qui, è imprescindibile per la conservazione della birra.
Questo cambio di ricetta rese la birra “pale ale” adatta al lungo viaggio che doveva affrontare in mare e arrivare ben conservata a destinazione.
Fu così che nacque la IPA, una birra amara (grazie alla quantità di luppolo), chiara (pale) grazie ai malti chiari (per l’appunto) e con un grado alcolico superiore alla media.

Questo potrebbe essere uno dei velieri che trasportava la birra IPA in India

Tutti questi ingredienti e il know how per produrre la IPA provenivano dal territorio in cui era stata inventata: l’Inghilterra.

La storia delle sue origini vede anche protagonisti accordi commerciali e una birra già esistente a cui fu cambiato il nome per fini di marketing. Qui, lo spiego nel dettaglio.

La seconda nascita

Dopo la metà del 800’ però questo stile di birra, come molti altri andò in disuso fino quasi a scomparire. E solo dopo più di un secolo ritornò in auge.

Dove è nata la birra IPA per la seconda volta? Negli States e più precisamente sulla costa ovest. Qui alcuni birrai fondarono dei piccoli birrifici che volevano ri-scoprire tutta la diversità stilistica birraria che era andata perduta, riducendo, di conseguenza, la birra a un semplice prodotto omologato.
Uno di questi stili “perduti” era quello delle IPA che nel momento in cui fu prodotto in America fu elaborato con gli ingredienti del luogo. I mastri birrai statunitensi dettero vita ad una IPA diversa, caratterizzata fortemente dai luppoli di quella terra, luppoli che sprigionavano chiare note di pompelmo rosa e resine.

Birra IPA : gusto (caratteristiche sensoriali)

La birra IPA è una birra che si distingue da tutte le altre birre per il suo gusto amaro.
All’aspetto il suo colore può andare da un color oro fino all’ambrato e quasi sempre ha una generosa schiuma bianca a sormontarla.

Sono molteplici i profumi che sprigiona e spaziano dagli agrumi fino alla frutta tropicale, non tralasciando nemmeno chiare note di resina di pino e balsamiche.


Il gusto è spiccatamente amaro, ma inizialmente possiamo avvertire le dolcezze date dai malti utilizzati che vanno a bilanciare il gusto amaro dei luppoli. L’amaro lo percepiamo qualche secondo dopo aver introdotto la birra in bocca e è anche il gusto più persistente.

Il finale è asciutto e ricorda, nella maggior parte dei casi, il pompelmo rosa. La gradazione della birra IPA è compresa tra il 5% vol al 7,5% vol a seconda della forza alcolica che il mastro birraio vuole ottenere.

la birra IPA immagine con luppolo

Identikit della birra IPA

Tipo di fermentazione: Alta
Colore: da giallo oro ad ambrato
Profumo: Agrumi, frutta tropicale, resine
Gusto: Amaro (troviamo dolcezze a bilanciare)
Grado alcolico: tra 5 % vol a 7,5% vol
Origine: Inghilterra


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Birra IPA : ingredienti

Gli ingredienti della birra IPA sono gli ingredienti utilizzati anche per produrre la stragrande maggioranza delle birre, ma è la loro quantità e qualità a fare la differenza. Infatti, se per la birra più prodotta in assoluto (la Lager) si utilizza malto d’orzo di tipo Pils per quanto riguarda la IPA si utilizzano, tradizionalmente, solo malti Pale Ale.

Ad analizzare bene la questione, oggi, soprattutto quando si parla di birre IPA statunitensi (o che a queste si ispirano), possono essere utilizzati malti speciali come il Crystal. Questo malto, dona corpo alla birra e ha la funzione di bilanciare la forte amaricatura.

Altro punto da non tralasciare è il grado d’amaro che è dato dai luppoli. Per la IPA tradizionale i luppoli sono quelli tipici inglesi come il Fuggle o l’East Kent Golding mentre per quella prodotta negli States o per tutte quelle che vi si ispirano si utilizzano luppoli americani come il Cascade, il Citra e il Columbus (e molti altri sviluppati dopo).

A questi luppoli, ultimamente, si sono aggiunti, per la produzione di IPA, anche altri tipi provenienti da Nuova Zelanda e Australia che hanno dato vita ad altre varianti ancora della IPA (più avanti nell’articolo faccio una panoramica)

Coni di luppolo per produrre la birra IPA

Infine, l’ingrediente invisibile (o quasi) il lievito. Il lievito utilizzato è quello inglese o quello statunitense. Entrambi sono lieviti fortemente attenuanti e con un profilo pulito che non va ad apportare molto alla birra a livello aromatico e questo lascia più spazio agli aromi dei luppoli.
Allo stesso tempo trasformano quasi tutti gli zuccheri in anidrite carbonica e alcol in modo da ottenere una birra asciutta e adatta alla bevuta.

Come è fatta la birra IPA?

La birra IPA di fatto è prodotta come la stragrande maggioranza delle birre. L’accorgimento che il mastro birraio prende, solitamente, è quello di creare un mosto caratterizzato da molti zuccheri semplici come il maltosio.
In questo modo il lievito potrà facilmente cibarsi di questo tipo di zuccheri e trasformarli in anidride carbonica e CO2. Questo farà sì che scaturisca una birra secca e facile da bere.

Un’altra tecnica, non sempre utilizzata, ma molto in voga oggi per amplificare il profilo aromatico delle IPA è quella del dry hopping tecnica utilizzata anche un tempo, ma per un altro motivo.
Questo procedimento consiste nell’aggiungere il luppolo anche durante la maturazione della birra (oltre che durante la bollitura). In quanto in questa fase, il cono verde, rilascia solo gli oli essenziali ricchi dei suoi aromi, ma non la sua parte amara.

Barili in legno, chissà se contenevano proprio la birra IPA

Un tempo si introducevano discrete quantità del rampicante nei barili caricati sulle navi da trasporto per far si che la birra si conservasse meglio durante il viaggio. Non si era, infatti, a conoscenza del fatto che in questa fase il luppolo cede alla birra solo le sue proprietà aromatiche e non l’amaro né le sue proprietà antisettiche.

Cosa abbinare alla birra IPA

Abbinare la birra IPA al cibo non è compito dal risultato eccellente scontato. La sua natura amara e ricca di aromi resinosi, tropicali e di agrumi la rendono difficile da addomesticare e da equilibrare con il cibo. Il rischio è quello di provare a domarla ottenendo l’effetto opposto.

Il primo abbinamento che mi sento di consigliare è quello che vede protagonista la pasta con un sugo ben condito con del pepe a base di carciofi e arricchito con della pancetta. L’amaro dell’ortaggio andrà a elidere quello della birra in moda da creare un boccone elegante.

L’altro abbinamento, invece, vede come protagonista la carne di selvaggina, quella di cinghiale. Una carne che per sua natura viene cotta lungamente e arricchita con alloro e ginepro. Tanta forza aromatica ha bisogno di una birra che la sostenga e la IPA gioca bene le sue carte su questo piatto. Meglio se una IPA che spinge sulle note balsamiche e di resine più che su quelle tropicali.

Infine ultimo abbinamento da provare (per i più temerari) è quello con le fajtas di manzo. Un piatto della cultura tex-mex caratterizzato da note spicy evidenti. L’amaro e il piccante si esaltano a vicenda creando un gioco di forza esplosivo per il palato. Lo avevo già detto, ma lo ripeto: solo per i più temerari.

Elenco dei vari tipi di IPA prodotti al giorno d’oggi

India Pale Ale

Dalla India Pale Ale derivano tutte le IPA che ci sono oggi e può essere chiamata anche English IPA. Spesso, a creare confusione, ci sono etichette con su scritto India Pale Ale, ma che si rivelano più delle American IPA che delle English IPA.

English IPA
American IPA

West Coast IPA
Double IPA
Tripel IPA
Brut IPA
Belgian IPA
Session IPA
White IPA
New Zeland IPA
Pacific IPA
New England IPA
Rye IPA
Amber IPA
Brown IPA
Black IPA
Red IPA


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Quattro esempi con due birre IPA italiane

Con i links che trovi sotto, andrai al sito di BIRRA in the Cellar

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