Il confezionamento: l’etica del birraio

Last Updated on Aprile 2021 by Riccardo Francesconi

Siamo così giunti all’ultimo procedimento da mettere in atto: il confezionamento. È in questo modo che la birra arriverà a noi consumatori e potremmo così goderne.

Il confezionamento: l'etica del birraio.
Tappi a corona per il confezionamento della birra in bottiglia

Nel confezionamento avvengono due passaggi importanti.

Subito prima del confezionamento la birra è sottoposta al trattamento della filtrazione. Sarebbe bene, però, parlare di filtrazioni al plurale: infatti ce ne sono di diversi tipi e non tutti sono super invasivi come la micro filtrazione. Le filtrazioni servono per, come ci dice il nome, filtrare il prodotto da parti solide più o meno grandi presenti nel liquido birra finita.

La micro filtrazione.

La micro filtrazione è una filtrazione molto spinta, talmente fine che vengono catturati meccanicamente anche i batteri. In questo caso la filtrazione “spossessa” la birra di tante delle sue particolarità e proprietà.

Il mastro birraio qui avrà un ruolo centrale: infatti, a seconda delle sue “politiche” di produzione, deciderà se e come filtrare il prodotto.

La birra poi verrà imbottigliata o messa in lattina e successivamente è proprio questo il momento nel quale, spesso, avviene la pastorizzazione.

La pastorizzazione.

La pastorizzazione è una tecnica che prevede il riscaldamento del prodotto finito in modo da renderlo più stabile. Avviene in due modi principali:

  1. Pastorizzazione tunnel
  2. Pastorizzazione flash

Per farla breve (lascio qui un link per approfondire), la prima consiste nel riscaldare il prodotto lentamente, quando è già imbottigliato o in lattina, fino ad una temperatura di circa 60°C; la seconda consiste nel raggiungere in breve tempo la temperatura di 72°C e riscaldare la birra per pochi secondi.

Ed è proprio qui che abbiamo il punto cruciale dell’artigianalità della birra.

La birra artigianale non sarà mai tale se pastorizzata.

Ok, va bene, ma non stavamo parlando di confezionamento?

Si in effetti è vero, ma questi due passaggi fanno, comunque, parte del confezionamento.

Il confezionamento

Ci sono due metodi principali per eseguire il confezionamento:

  • Il confezionamento isobarico
  • Il confezionamento con rifermentazione

Il confezionamento con rifermentazione consiste nel riempire il contenitore scelto (bottiglia, fusto) con della birra quasi priva di gas. Il mastro birraio inserirà insieme a questa dello zucchero e del lievito e dopo aver sigillato il tutto lo depositerà in un luogo con temperature “calde” da fermentazione. Così, avverrà una nuova fermentazione che donerà alla birra l’anidride carbonica di cui necessita per essere gassata. La scuola di questa tecnica è quella belga.

Il confezionamento isobarico consiste, invece, nel procedere tenendo il liquido birra sempre sotto pressione. In questo modo la birra manterrà sempre la sua gasatura. Non essendoci motivo di aggiungere zuccheri e lieviti, non troveremo sul fondo di queste birre del sedimento. È un processo che necessita di tecnologie ben avanzate, e è necessaria per creare delle birre più “pulite”. La scuola di questa tecnica guarda alla Germania e verso l’America.

L’articolo finisce qui, ma aspetta…

L’articolo sul confezionamento finisce qui. Questo è l’ultimo processo per quanto riguarda la produzione della birra iniziato con l’ammostamento, per poi procedere con la bollitura, la fermentazione ed infine la maturazione della birra.

Dopo aver letto tutti questi articoli spero che tu abbia un quadro generale migliore riguardo alla produzione brassicola e per questo aspetto le tue osservazioni, in fondo a questo articolo o sulle pagine social Facebbok e Instagram.

Se vuoi seguire questo blog ti invito a scoprire la newsletter di Birra for Beginners, (se non lo hai ancora fatto) un percorso settimanale tra gli articoli oppure di andare subito al form per l’iscrizione. Non preoccuparti se ti se sei perso o persa “qualche” puntata, puoi sempre recuperare facendo click qui oppure infondo ad ogni newsletter che ti arriverà.

2 replies to Il confezionamento: l’etica del birraio

  1. In questo articolo hai parlato solo della micro filtrazione, che non fa passare nemmeno i batteri. Vuol dire che con altri tipi di filtrazione ci beviamo anche quelli?

    • Ciao Carla, nel caso ce ne fossero sì, senza dubbio. Comunque la stragrande maggioranza della birra è micro filtrata o pastorizzata quindi il rischio di batteri o la formazione di agenti inquinanti è molto ridotta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.