Il Belgio e la birra, che storia!

Last Updated on Novembre 2020 by Riccardo Francesconi

Non c’è nazione tanto piccola e tanto famosa per la birra come il Belgio. La varietà di stili di questa nazione è enorme così come la voglia, da parte dei suoi birrai, di non inserire le proprie birre dentro a stili precisi.

Il Belgio e la birra - La casa dei birrai a Bruxelles
La Casa dei Birrai nella Grande Place di Bruxelles

…ritengo […] che con il continuo andirivieni di principi stranieri la gente abbia cercato di aggrapparsi a tutto ciò che li faceva sentire belgi

Randy Mosher in Degustare le birre

La grande varietà del Belgio proviene senza dubbio dalla recente formazione di questa nazione che ha visto dentro ai suoi confini influenze francesi, olandesi e tedesche come afferma Randy Mosher in Degustare le birre – Tutti i segreti della bevanda più buona .

Ma il curare in ogni modo possibile la birra fu per i belgi il modo più puro per conservare il loro forte senso di appartenenza a quella che oggi è la loro nazione.

Ecco che il Belgio diventa la patria di numerosi tipi diversi di birra, dalle famosissime birre trappiste, le rustiche Saison, alle misteriose birre derivate dal Lambic.

Il Belgio e la birra nel passato

Pensare che il Belgio abbia goduto sempre di grande fama birraria sarebbe un grave errore. È corretto dire che, fin da tempi antichi, Galli e Germanici sono coesistiti e si sono amalgamati in questa terra. Già Giulio Cesare durante le sue campagne si rese conto che qui la birra era migliore che altrove.

I secoli si susseguirono e si arrivò a un Belgio nel quale i monasteri cristiani presero possesso della produzione birraria.

È durante il Medioevo che furono d’importanza vitale (vitale, forse, più che altro per le istituzioni) le Gruithuis, cioè dei luoghi statali gestiti anche dalla Chiesa che distribuivano il Gruit.

Il Gruit era una speciale mistura di erbe che fungeva da aromatizzante e conservante per la birra. Ebbene sì, il luppolo si affacciò sui tini dei birrai intorno intorno XII secolo grazie alla scintilla prodotta da Hildegard Von Bingen in Germania. Come sappiamo, almeno tradizionalmente, la birra belga è caratterizzata dai lieviti più che dai luppoli.

Non solo birra monasteriale

La storia del Belgio va avanti e di grande importanza furono anche le birre prodotte nelle fattorie della Vallonia: le Saison (le birre dei contadini) così come altri tipi di birra considerate “del popolo” come il Lambic e ciò che ne derivava.

Nel 1797 i monasteri vennero chiusi in seguito alla Rivoluzione Francese e solo nel 1833 vennero riaperti. Appartiene al XIX secolo e ai primi anni del ‘900 l’inizio della cultura brassicola monasteriale belga così come la intendiamo e vediamo oggi.

L’inizio del secolo scorso vide come protagoniste birre leggerissime (5°P) a causa della forte competizione di prezzi con le birre provenienti da Inghilterra, Scozia e Germania. Ma, nonostante questo scoraggiante inizio, la birra Belga si risvegliò grazie all’impegno di tutti i birrifici belgi che volevano far vedere quanto valevano.

Passata la Grande Guerra, forse grazie anche al divieto di vendita del gin nei locali, la birra belga iniziò a vivere un periodo d’oro. Non era più così leggera da sembrare un tè e appartiene sempre a questi anni anche la nascita della prima ricetta della Duvel.

Il Belgio oggi

Oggi il Belgio è un grande produttore di birra di ogni genere, anche di birre chiare a bassa fermentazione, come le Pilsner di tradizione ceco-tedesca.

È un grandissimo esportatore dei suoi prodotti brassicoli più caratterizzanti come i Lambic, le Gueuze, le Kriek e le Farò, per non parlare delle birre monasteriali come Tripel e Dubbel.

Hanno visto una rinascita anche le Saison: le birre dei contadini belgi che erano, per un periodo, andate in disuso. Cosa comune nella storia della birra negli anni successivi alle Seconda Guerra Mondiale.

È lecito affermare che produttori come De Dolle Brouwers e Brasserie de la Senne fanno parte di quei birrifici che hanno portato il Belgio su una strada più moderna senza però rinunciare alla loro tradizione fatta di birre costruite dai lieviti.

Entrambi hanno iniziato a dare importanza anche ai luppoli, inoltre, Brasserie de la Senne produce birre dal basso tenore alcolico, cosa poco “ortodossa” nell’immaginario collettivo Belga.

Finisce qui questo primo approccio al mondo brassicolo belga. Spero che l’articolo ti sia piaciuto e che tu voglia seguire il percorso creato dalla newsletter gratuita di Birra for Beginners. Inoltre se la storia della birra ti interessa iscriviti a questa presentazione gratuita fatta da tre e-mail. Seguimi sui canali social Facebook e Instagram.

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