I monaci e la birra: un grande connubio

Last Updated on Novembre 2020 by Riccardo Francesconi

Era il medioevo quando i monaci e la birra hanno iniziato il loro cammino insieme. Un cammino fatto di evoluzione sia per la birra che per i monasteri, creando così un legame indissolubile.

I monaci e la birra : un grande connubio 
(dettaglio corridoio di un monastero)

Vinum est donazio dei, cervesia traditio umana

Martin Lutero

Ma credo che la “cervesia”, oltre che a tradizione umana, sia anche prodotto divino ed ecco perché riporto quest’altra citazione, sempre, di Martin Lutero.

Mi siedo qui e bevo la mia buona birra Wittenbergische e il regno di Dio viene da sé

Martin Lutero

I monaci si presero cura dell’arte della birrificazione, studiando e elaborando numerosi metodi per migliorare le loro creazioni. Prove e studi che hanno portato, dopo qualche secolo, alla produzione della birra così come la conosciamo oggi.

Ecco perché i monaci e la birra hanno creato tra loro un legame indissolubile.

Non c’è ombra di dubbio, infatti, che la birra sia stata importante per i monasteri quanto, i monasteri per la birra.

I monasteri necessitano di birra.

Oltre che di loro gradimento, per i monaci, la birra era necessaria per l’alimentazione e non solo. La birra, infatti, era usata sia per il consumo interno, sia per essere venduta al di fuori dei monasteri. In questo modo, i monaci iniziarono ad assicurarsi delle entrate significative che permisero l’abbellimento e l’ampliamento delle loro strutture religiose.

I monaci fanno evolvere la birra.

Inoltre, la birra monasteriale era, grazie ai numerosi studi fatti dai monaci, di elevatissima qualità rispetto a quella prodotta dalle massaie e dai locandieri e, di conseguenza, ebbe un valore superiore sia nel medioevo che, in generale, per una buona parte della storia della birra, rispetto a quella non prodotta in queste strutture religiose.

La birra non ebbe di che lamentarsi. I monaci fecero di tutto per prendersi cura del “nostro” liquido preferito. Studiarono numerosi metodi per migliorarla, come quello di farla maturare al freddo. Sono da attribuire ai monaci i numerosi quaderni che parlano di produzione “moderna” della birra. Quaderni che hanno fatto la fortuna dei primi birrifici nati a fine di quello che è stato denominato il “Millennio buio“(certo non se si guarda alla birra).

Grazie ai monaci, l’avrete capito, la birra si è evoluta e il suo gusto si è affinato. Proprio dagli uomini di chiesa sono state poste le basi per rendere questo fermentato il prodotto che conosciamo oggi e in definitiva renderlo moderno. Tutt’ora la birra monasteriale ha un grande impatto sull’immaginario collettivo. Spesso, se si parla di monaci produttori, si pensa subito al fatto che quella birra sia brassata con grande maestria e attenzione e che sia, in ultima analisi, di elevata qualità. E come dare torto?

Forse non sai che…

Le birre monasteriali, ormai da decenni, non hanno, per forza di cose, come birraio un confratello, ma un laico e laici sono anche i suoi aiutanti. Nonostante ciò, quando si parla di birre trappiste, per fare un esempio, si parla di birre nelle quali si cerca di rispettare a pieno la tradizione (se pur innovando) e nelle quali c’è sempre, almeno, il controllo diretto dei monaci trappisti. Con Klosterbrauerei si indicano, invece, i birrifici monasteriali tedeschi. Con questo appellativo si possono chiamare solo quei birrifici che mantengono un forte legame con le loro origini nonostante, anche qui, il mastro birraio e suoi collaboratori non siano necessariamente dei monaci.

Perché la birra non è usata dai monaci nel culto religioso?

È curioso il fatto che, proprio nelle strutture religiose cristiane, sia stata portata avanti l’arte brassicola. Infatti nel vangelo si parla di vino. Gesù trasformò l’acqua in vino ed è il vino che fa parte del culto sacro dell’eucarestia. Senza considerare che per secoli la birra era la bevanda dei barbari, popoli pagani che veneravano numerosi dei. Magari il collegamento, oggi, può sembrare esagerato, ma bere birra era un po’ come partecipare a dei riti pagani, in alcuni decenni.

La forza della birra

Proprio per questo è innegabile la forza di questo liquido, semplice solo all’ apparenza. La birra riuscì, infatti, a tenere testa alle “dicerie” sul suo conto e a far parte, a tutti gli effetti, della vita dei monasteri. Entrambe hanno avuto l’occasione di evolversi insieme. E oggi, grazie al movimento che si è creato intorno alla birra, stiamo scoprendo che si possono creare abbinamenti eleganti sulle nostre tavole oltre ad essere compagna di piacevoli serate.

L’articolo finisce qui! Prima di andare, lascia un commento e dimmi: credi che la birra monasteriale sia di elevata qualità ancora oggi?

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2 replies to I monaci e la birra: un grande connubio

  1. Grandi Monaci!

    • Eh sì noi “birrofili” dobbiamo molto ai monaci!

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