Gose: la sopravvissuta

Last Updated on Giugno 2022 by Riccardo Francesconi

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La Gose è una birra sopravvissuta al Reinheitsgebot. Ed è per questo che ancora oggi abbiamo la possibilità di bere ottimi esempi di quella che fu la birra di Goslar, cittadina della Bassa Sassonia vicino Lipsia, in Germania.

La Gose è prodotta anche con sale
Foto di analogicus da Pixabay

Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica, è vera geografia.

Goethe

Fu la birra di Goslar perché solo di lì passa (tutt’oggi) un fiume chiamato Gose, le cui acque sono essenziali per la produzione della birra in questione, tra poco vedremo perché.

È bene sapere che la Gose è una birra prodotta con almeno il 50% di frumento maltato, acqua leggermente salata e coriandolo.

Hai letto bene, acqua leggermente salata, un punto molto importante per produrre questa birra. Cosa che fu possibile a Goslar dove scorreva il fiume Gose.

Bene! Iniziamo a chiarire ciò che abbiamo detto in introduzione. La Gose è una birra sopravvissuta perché il Reinheitsgebot (l’Editto sulla Purezza tedesco) ha proibito per secoli la produzione di birre che contenessero ingredienti al di fuori dell’acqua, dell’orzo e del luppolo. E la Gose rientrava proprio tra le birre che non rimanevano dentro a quei “ranghi” dettati da quella legge.

Per l’appunto la sua ricetta è comprensiva di coriandolo e frumento maltato. Due ingredienti che la rendono una birra fresca e dissetante. Inoltre, grazie al suo corpo snello e al basso grado alcolico è una birra eccellente per le calde giornate estive.

Esemplari che ricordano la Gose “che fu” vengono fatti aggredire dai batteri lattici (che donano acidità) e altri esempi addirittura anche da lieviti Brettanomiceti che regalano aromi tipici delle primissime Gose.

Detto questo, tutte le Gose iniziano la loro fermentazione con i lieviti da alta, fatto che inserisce questa birra tra la famiglia delle Ale, le birre ad alta fermentazione.

Due parole sull’acqua salata della Gose

La Gose è sempre prodotta con l’aggiunta di sale. Questo perché l’acqua utilizzata per produrre le prime Gose era quella di Goslar il cui fiume (Gose) ha un’acqua ricca di minerali e, in ultima analisi, donava birre dalle chiare note sapide. Questo è un tipico esempio di come il territorio e le sue acque abbiamo influenzano, nella storia della birra, gli stili che si andavano a produrre.

Oggi le acque sono modificabili rendendo, a volte, questo legame acqua-territorio un po’ meno evidente. Difatti, la “Gose” si può produrre ovunque, aggiungendo, “semplicemente”, del sale che dona alla birra tutta la sapidità tipica di questo stile.

Una tedesca fuori dai ranghi

Se guardiamo il panorama tedesco è senza ombra di dubbio una birra fuori dal comune.

Per questi motivi:

  • Uso di spezie (il coriandolo)
  • Uso di sale (nell’acqua)

Per quanto riguarda il secondo punto c’è da dire che il sale, almeno nelle prime Gose, non era un qualcosa di aggiunto, ma un qualcosa legato al territorio: era così l’acqua di quel fiume. Ma per l’uso di spezie, era proprio una birra fuori dal coro se guardiamo il panorama birrario in cui è nata: quello tedesco.

Nonostante ciò, la Gose, è riuscita a sopravvivere all’Editto sulla Purezza Bavarese (il Reinheitsgebot). Il quale prevedeva solo l’utilizzo di acqua, orzo e luppolo nella produzione di birra. A proposito di luppolo, anche in questo caso, come nella rinfrescante ed estiva (pure lei) Wit, il rampicante passa in secondo piano. La Gose, infatti, ha un basso grado di amarezza, il nostro sorso è invogliato a ripetersi grazie all’acidità del corpo più che grazie all’amarognolo del luppolo.

Bene! Si conclude qui l’articolo sulle Gose. Uno stile senza ombra di dubbio adatto alle calde giornate estive, magari a bordo piscina o al mare aspettando il tramonto.

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