Frankenbierfest: un sabato in Franconia…Ehm no. Alla Frankenbierwoche

Last Updated on Gennaio 2021 by Riccardo Francesconi

Quest’anno il Frankenbierfest ha una veste diversa dal solito, non mancano però le birre della Franconia, scelte da Manuele Colonna, che da venerdì 16 ottobre a domenica 25 animeranno il quartiere romano di Trastevere, dando vita alla FrankenBierWoche.

Frankenbierfest: le Spine del Ma che siete venuti a fa
Le spine del “Ma che siete venuti a fa”

Ogni volta che quel boccale arriva al tavolo ringrazio di aver avuto ancora la possibilità di poter assistere a quel gesto

Manuele Colonna

Vi racconto con queste poche righe la mia giornata a Roma il 17 ottobre (sabato). Un viaggio fatto per poter assaporare la Franconia, di cui Colonna è un estremo conoscitore, infatti ha scritto anche un libro sulla birra di questa terra, e per godermi la Città Eterna. Beh, inutile dirvi che tutto si è svolto in un’atmosfera a dir poco diversa dal solito.

Ebbene sì, il clima festoso c’è, ma la situazione dettata dal Covid-19, almeno per il momento, non fa vivere del tutto spensieratamente le serate ai gestori dei locali. Gli avventori, dal canto loro, si trovano rassicurati dall’attenzione riposta per reagire all’emergenza.

La giornata al Frankenbierfest, tramutato in FrankenBierWoche

Già in auto, attraversando i magnifici paesaggi colonnari di Toscana, Umbria e Lazio, mi gustavo, col pensiero, quelle birre rustiche. Non è bastata la vista di Orvieto né quella di Orte per farmi interrompere il passo verso Roma, la Capitale.

Una sosta veloce in stanza d’hotel per poi fiondarci al Colosseo…no dai, sto scherzando! Ci siamo subito fiondati a Trastevere: quello era il fulcro della birra sabato o, per meglio dire, il fulcro della birra a Roma in generale. D’altronde lì c’è il “Ma Che Siete Venuti a Fà”, il locale di Manuele Colonna che già nel 2010 ha vinto il premio per il miglior Beer Bar del Mondo…(scusate se è poco).

La FrankenBierWoche si svolge al Ma Che Siete Venuti a Fà, ma non solo. Infatti le birre scelte da Colonna non si trovano solo lì, ma anche in altri due locali scelti dalla birreria artigianale per eccellenza: il Malto Palace e L’Elementare.

L’Elementare

Frankenbierfest a L'Elementare
Elch-Bräu Pils e Mönchsambacher Keller

E proprio all’Elementare (praticamente davanti al Macche) è dove andiamo a bere la prima birra della nostra giornata romana. Beh… ci siamo trovati davanti una bella schiera di birre tra quelle della Franconia e le birre locali (Hilltop e Rebel’s). E io ho scelto per il festeggiato distretto tedesco.

Fermati anche qui se passi da Trastevere. L’atmosfera dell’Elementare è accogliente, le birre sono ben spillate. Un bel locale nel quale sentirsi a casa, ma con due Willy Becher (bicchieri biconici) pieni di ottima birra, tra le mani.

Nello specifico la Elch-Bräu Pils di Thuisbrunn: una Pils che mi ha conquistato per il suo taglio erbaceo e un pompelmo rosa accennato nel profumo. Una bevuta rinfrescante. Anche la Weizen di Haller Lowenbräu ha da subito lasciato il segno grazie al suo profumo. Sì la frutta c’è come in ogni Weizen che si rispetti, ma la speziatura è qualcosa che l’ha resa al mio naso unica. Anche gli occhi sono rimasti estasiati dal colore della birra e dalla schiuma abbondante e bianca. Per quest’ultima, complice, è senza dubbio una spillatura fatta da chi mette attenzione e passione in questo gesto.

Ho bevuto anche una Keller che è stata “un bel viaggio” attraverso quelle birre che non sono conformi a quei “dettami” della “lager classica filtrata”, standardizzata e fin troppo pulita, ma che sono, tuttavia, birre morbide dall’amaro non troppo invasivo. Sono birre di grande e copiosa bevuta e molto appaganti. Cosa ho bevuto nello specifico? Mönchsambacher Keller della Brauerei Zehendner. Una Keller che ho bevuto con gusto in quella Franconia ricreata a Trastevere.

Haller Lowenbräu Weizen

Bene, questo è il momento di prendere un po’ d’aria fresca e perché no, dare un’occhiata a Roma mentre si aspettano le cinque. Certo, non si può fare una visita approfondita della città. Ma un salto al Colosseo, uno alla Fontana di Trevi e uno a Piazza di Spagna non lo fai?

Malto Palace

Dopo la parentesi culturale, facciamo un salto al Malto Palace. Il Malto Palace è un edificio che comprende la birreria al piano terra, e delle stanze luxury dove passare la notte. Sul tetto c’è una terrazza sulla quale, la domenica 18 alle ore 17, Manuele Colonna avrebbe aperto due botticelle di birra ad un gruppo ristretto e prenotato di persone. Le botticelle erano di Bayer Bräu Theinheim, con la loro Landbier, e di Griess con la loro Kellerbier che, a quanto pare dalla pagina del Ma Che Siete Venuti a Fa, sono state polverizzate, su quella terrazza, dove il panorama su Roma deve essere unico.

Le spine per il Frankenbierfest al Malto Palace
Le tre spine dedicate alla FrankenBierWhoke da Malto Palace

Tornando a sabato: siamo rimasti nella birreria al piano terra nella quale ho avuto l’occasione di bere la Penning Zeissler Vollbier. Ci siamo accomodati fuori e io mi sono gustato questa birra nel Willy Becher, non che in locali come questi mi sarei aspettato un bicchiere diverso, ma giusto per dirlo: bere le birre nel bicchiere adatto è un qualcosa di appagante. Appagante come questa birra che mi ha stupito per il suo colore ambra che si porta dietro la rusticità della terra francone mista a delle note tostate tutte da scoprire.

Penning Zeissler Vollbier

Ma che siete venuti a fa:

da sempre organizza il Frankenbierfest, ma quest’anno ha dato vita alla FrankenBierWoche

È il momento di raggiungere il Ma Che Siete Venuti a Fa. La birreria di Manuele Colonna. Aperto da quasi vent’anni e vincitore del premio miglior beer bar del mondo del 2010, redatto dal sito Rate Beer. Un premio tutto meritato a mio avviso. La distanza dal Malto Palace è breve, nemmeno un chilometro e siamo lì. L’atmosfera è quella scanzonata che ti aspetti, ma con l’attenzione che contraddistingue questi tempi.

La Targa di Rate Beer al Ma Che Siete Venuti a Fa
In alto la targa di Rate Beer

Infatti, al bancone solo uno per volta e fuori a bere solo fino alle 21. Se sei fortunato puoi sederti dentro grazie ai distanziamenti. E indovinate? Siamo stati fortunati: posto a sedere sulla botte e grande ospitalità da parte dello staff che ci ha fatto passare un’ottima serata proponendoci birre spillate alla perfezione.

Ho aperto le danze con la Geyer Hausbräu Kellerbier a cui sono seguite altre bevute come la Dunkel di Gradl, accompagnata con gli straccetti di pollo croccante piccanti dell’Elementare.

Eh sì, dopo un paio di birre (tra cui una Pfister Landbier) ci arriva sul tavolo, o meglio dire sulla botte, un menù: è quello dell’Elementare che stuzzica gli ospiti del Macche con le sue prelibatezze. Ci sono alcune pizze e altri piatti per fermare la fame o per sfamarsi. Dal canto mio avevo voglia di piccante e quindi: straccetti di pollo croccanti con salsa piccante. Vi dirò che avevo tra le mani la Dunkel, (abbinamento obbligato), ma le dolcezze di questa birra se la sono giocata bene con il pollo.

La Dunkel con la botte

Circostanza vuole che alla spina, ci sia una delle birre più famose della Franconia, prodotta a Bamberga dalla Brauerei Heller, sto parlando della Schlenkerla, nello specifico della Urbock Rauchbier. Una birra bruna, molto scura dall’affumicatura decisa e prorompente al naso, anche se in bocca c’è un bell’equilibrio anche con altri aspetti della birra.

Gran finale

Bene direi che con questa bevuta la serata alla birreria si è conclusa in ottimo modo: è l’ora di andare. Possiamo essere appagati da questa giornata birraria all’insegna della birra della Franconia. Così ci alziamo, ma dal bancone ci dicono che è arrivata un’altra birra, un fusto appena attaccato di Bayer Theinheim Landbier che si fa? Si lascia li? Certo che no! Allora di nuovo alla botte!

Al centro la spina da dove sgorga la Bayer Theinheim Landbier

Mi godo così una birra che lascia un bel segno, indelebile. Magari averla bevuta la sera dopo, sulla terrazza del Malto Palace (quella che vi dicevo prima con vista su Roma a 360°), sarà per il prossimo anno! E saranno per il prossimo anche le botticelle di Metzegerbräu Lager di Gaenstaller Helles.

L’articolo finisce qui! O forse no! Qui puoi fermarti di leggere e ti invito ad iscriverti alla newsletter di questo blog, ma l’articolo continua con le mie impressioni, ripeto impressioni sulle birre che ho bevuto. Ci tengo a dire che per me la birra è prima di tutto godimento, è storia, stili, maestria, birrerie e pub…soprattutto birrerie e pub! Fatta questa doverosa premessa ecco qua le mie impressioni su quasi tutte le birre che ho bevuto.

Ricordati: Gambrinus ti vede che fai le recensioni.

Haller Lowenbräu Weizen 4,9%vol (Frankenbierfest)

Al naso ho trovato questa Weizen molto interessante grazie ad un profumo rustico e speziato che lascia spazio anche al fruttato tipico di questo stile, ma che non diventa mono-tono portante. Per il resto il corpo scorre veloce, frizzante al punto giusto e con un finale che si rivolge alla freschezza e ad una chiusura breve.

Elch-Bräu Thiusbrunner Pils 4,9%vol (Frankenbierfest)

La Pils mi ha conquistato per il suo corpo fresco, animato e con un sottofondo di cereali che danno largo spazio al luppolo. Le note erbacee e aromatiche giocano con l’amaro e chiudono con eleganza questa bevuta. Il naso ci regala allegria con un aroma di luppolo dominante, ma per nulla aggressivo, con l’erbaceo tipico Pils che sembra spalleggiato dai luppoli tipici americani di quel famoso, ma in questo caso lieve, pompelmo rosa (per rendere l’idea non è detto che ci siano e comunque è un qualcosa che in generale è lieve). C’é dello speziato.

Brauerei Zehendner Mönchsambacher Keller 5%vol (Frankenbierfest)

Color oro che ti prende, con una schiuma bianca abbondante. Un bel profumo di cereale e pasta in cottura (tutto lieve) accompagnano la bevuta. In bocca è rotonda, la carbonazione è lieve, nel centro corsa (sulla lingua), la birra, ha anche accenni di frutta delicati e il finale è amaricante quanto basta per invogliare il secondo sorso.

Penning-Zeissler Vollbier 5%vol (Frankenbierfest)

Mi ritrovo nel bicchiere una birra color ambra. Al naso pane scuro tostato e quella nota rustica che ho riscontrato in tutte le birre firmate Frankenbierwhoche . Il corpo è rotondo con un aroma di caramello. La birra è poco carbonata. Chiude con un luppolo che persiste e per questo è in grado di sostenere la bevuta.

Geyer Hausbräu Kellerbier 4,9%vol (Frankenbierfest)

Color giallo e schiuma bianca. Al naso è una birra molto rustica, panificato e un qualcosa come di speziato la rendono interessante, con una chiara nota di luppolo. Il corpo è snello, facile da bere. Chiude con un aroma di luppolo. Una birra che finisce in un men che non si dica.

Grad Dunkel 4,9%vol (Frankenbierfest)

Colore bruno (sembra pure limpida) con riflessi rubino. La birra è sormontata da una schiuma molto durevole di color avorio. Il naso è sostenuto dai malti tostati: biscotto, panificato dolce, caramello, nocciola. In bocca si ripropongono gli aromi del naso con un amaro, donato dal luppolo, che fa il suo dovere, ripulendo la bocca e preparandola al sorso successivo.

Stern-Brau Scheubel Vollbier 5%vol (Frankenbierfest)

Colore dorato con una schiuma compatta e bianca. Al naso crosta di pane e erbaceo sono predominanti, ma lasciano spazio anche a un qualcosa di floreale. Al palato non scherza con un corpo fluido e un finale asciutto, con un amaricante che invoglia la seconda bevuta rendendola anche copiosa.

Bayer Theinheim Landbier 4,7%vol (Frankenbierfest)

La bevuta conclusiva del mio soggiorno romano. La Bayer Theinheim Landbier è color oro, ha una schiuma cremosa. L’aroma è di pane con un luppolo evidente grazie all’erbaceo e forse anche un qualcosa di terroso e di fieno che adoro. Tutto molto rustico. In bocca è morbida e il gioco è tra malto e luppolo.

Heller Brauerei Schlenkerla Urbock Rauchbier 6,5%vol (Frankenbierfest)

La shenlekerla Urbock è una birra stagionale che non avevo mai bevuto nonostante Schlenkerla sia molto famoso rispetto agli altri birrifici. Dal colore bruno, molto scura, il naso è elegante e molto incentrato sui sentori affumicati. In bocca trovo pane tostato, caramello e affumicato ma in un gioco più equilibrato rispetto al naso. Molto morbida e si sente che è una birra stagionale che si rivolge all’inverno. La bevuta finisce con un amaro dato sì dal luppolo, ma anche dalle note tostate. Una bevuta complessa, ma comunque vorticosa e veloce.

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