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Birrificio Rochefort, storia e curiosità sulla produzione

Quando si parla di cultura della birra è impossibile non parlare di Belgio. E quando si parla di Belgio è inevitabile non nominare la birra trappista. Tra i produttori di questa birra c’è anche il birrificio Rochefort.

L'abbazia di Notre-Dame de Saint Remy vista dall'alto. Qui il birrificio Rochefort produce le sue birre

Questo birrificio trappista (o cistercense della stretta osservanza, che dir si voglia) è situato nelle Ardennes belghe nell’abbazia di Notre-Dame de Saint Rémy. È subito fuori dal paese di Rochefort dal quale prende il nome. L’impianto per la produzione di birra, che possiamo ammirare oggi, è datato 1899 anche se fu ammodernato nel 1956. Impossibile non rimanere stregati dalla bellezza della sala cottura che ha fatto sì che questo birrificio sia stato soprannominato “la cattedrale della birra”.

Storia del birrificio Rochefort

Facciamo un passo indietro e andiamo a scoprire la storia del birrificio.

Alcune monache fondarono l’abbazia circa 800 anni fa, nel 1230, e solo duecento anni dopo, nel 1464 presero il posto delle sorelle, i fratelli cistercensi. C’è ragione di credere che all’interno dell’abbazia si producesse birra da sempre, visto che nei monasteri la birra era vero e proprio sostentamento. Ma la verità è che solo dal 1595 si hanno le prime testimonianze di questa attività. Va considerato che, tantissimi registri a Saint Rémy, come anche in tante altre abbazie, sono andati persi durante la Rivoluzione Francese.

La birra fino a quel momento era prodotta per il sostentamento del monastero e forse non con le grandi attenzioni con le quali è prodotta oggi. Infatti, è con i primi anni del XX secolo che il nome di Rochefort iniziò a risuonare anche per la birra. Non a caso, il nuovo priore, Padre Anselme, che arrivò nel 1887 da Achel, aveva un occhio di riguardo per il fermentato.

Intorno al 1910 ,infatti, padre Domenique andò all’università di Lovanio per imparare le migliori tecniche brassicole e poter produrre un prodotto d’eccellenza. La mossa fu vincente in quanto conseguì il Grand Prix a un’esposizione a Bruxelles.

Qualche chicca sulla produzione

La sala cotta del birrificio Rochefort
La sala cotta del birrificio Rochefort

Oggi la produzione è portata avanti da sei monaci e nove dipendenti che lavorano fianco a fianco. I monaci sostengono che la grande differenza tra le loro birre e altre birre trappiste dipenda dall’acqua che a Rochefort è ricca di sali, in particolare di calcio e bicarbonato.

Certamente anche il lievito gioca un ruolo fondamentale nel gusto finale di queste birre trappiste. Un lievito che è formato da tre ceppi distinti che lavorano il mosto e lo trasformano in birra.

Ed infine, cosa comune a molti birrifici trappisti (potremmo dire tutti) si utilizza zucchero per aumentare il grado alcolico delle birre senza aumentarne il corpo, cosa che, altrimenti, appesantirebbe tutta la bevuta.

Finisce qui questo articolo dedicato al birrificio Rochefort. Un birrificio che continua a fare la differenza all’interno del panorama brassicolo. Ti aspetto nei commenti e sulla newsletter di BIRRA for Beginners.

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