Birrificio Pilsner Urquell: storia in breve

Last Updated on Marzo 2022 by Riccardo Francesconi

Sapevi che in origine il nome del Birrificio Pilsner Urquell era Bürgerliche Brauhause e che tutto ebbe inizio da produzioni di birra “indecenti”?

Birrificio Pilsner Urquell (Tini per l'ammostamento)
Tini per l’ammostamento alla Pilsner Urquell

Un Paese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra… e alla fine è di una bella birra che si ha più bisogno

Frank Zappa

C’era bisogno di una birra di alta qualità

Da quell’episodio, passò poco tempo prima che i cittadini (borghesi) che avevano la concessione per la produzione di birra decidessero di creare la miglior birra del mondo.

Per fare ciò, venne incaricato un mastro birraio bavarese, Josef Groll. Egli, con l’aiuto dell’architetto Martin Stelzer, progettò l’edificio perfetto per la creazione della sua birra ideale.

Fu così che nel 1839 iniziò la costruzione del birrificio. L’edificio aveva accesso a fonti di acqua purissima. Non solo, c’era anche la possibilità di scavare delle grotte nell’arenaria. Queste grotte sono tutt’oggi ideali per la maturazione a basse temperature, come facevano i monaci bavaresi nelle grotte naturali delle montagne.

In poco più di un anno il nuovo Bürgerliche Brauhaus fu pronto per creare quella che doveva diventare l’ideale di birra perfetta.

È il 5 ottobre 1842 , dopo diverse prove, prese vita la formula perfetta per creare questa nuova birra.

Una birra di grande eleganza, chiara, delicata eppure con profumi di luppolo e cereale che non lasciavano certo indifferenti. Questa birra ottenne, fin da subito, un grande successo. Prima nella cittadina del birrificio, Pilsen, poi a Praga e nel resto della Boemia.

Il birrificio Pilsner Urquell e la sua ascesa

Già nel 1859 vennero prodotti 43.000 ettolitri di birra e, proprio in quell’anno, la Bürgerbrauerei registrò il marchio Pilsner. Il birrificio crebbe sempre di più tanto che, nel 1871, iniziò ad esportare fino negli States: tre quarti della produzione del birrificio era esportata.

Dieci anni dopo, nel 1881 furono comprati numerosi veicoli per il trasporto di ghiaccio all’interno delle grotte del birrificio in modo da assicurare una maturazione a basse temperature alla grande quantità di birra che si stava producendo.

La denominazione Pilsner Urquell (Fonte originale di Plzen) è datata 1898 per la necessità che la bottiglia di vetro proveniente dal Bürgerliche Brauhaus, fosse ben identificata e non confusa con altre birre denominate Pilsner ma prodotte da altri birrifici.

Nel 1913 il birrificio era uno dei più grandi d’Europa insieme al St James’s Gate, produttore della Guinness, e (cosa interessante) entrambi i birrifici, in quel momento, puntavano su un unico stile di birra.

Un salto in avanti

Un forte cambiamento ci fu dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale quando il birrificio venne nazionalizzato e venne denominato Plzeňské Pivovary, nonostante le proteste dei dipendenti. Gli stessi dipendenti che, durante il conflitto, misero in salvo la famosa caldaia di Groll come racconto qui.

La produzione, se pur già grande (1,3 milioni di ettolitri), continua ad essere ferma a causa del conflitto appena passato. Solo nel 1956 riprendono le esportazioni nell’Europa Occidentale, non certo vista di buon occhio dal regime comunista.

Nel 1992 la caduta del regime comunista permette una politica di investimento che era lasciata ferma, di fatto, al 1929. Questi investimenti prevedevano l’abbandono dei fermentatori in rovere per sostituirli con dei fermentatori quattro volte più grandi e in acciaio.

Al 1995 appartiene il lancio della catena di birrerie/ristoranti Pilsner Urquell Original Restaurant. E sempre gli anni ‘90 sono gli anni in cui la produzione della Pilsner Urquell, sparsa in tutta la Repubblica Ceca, venne riportata, pian piano, (il processo finisce nel 2001) a Pilsen nella cittadina originale.

L’acquisizione che non ti aspetti

Nel 1999 il birrificio Pilsner Urquell passò nelle mani del colosso sudafricano SAB il quale, sempre in quell’anno, acquistò il colosso statunitense Miller Brewing Company diventando SABMiller.

Successivamente, nel 2015, la società detentrice della Pilsner Urquell, venne acquistata dalla Anheuser-Busch InBev che l’anno seguente vendette il birrifico Pilsner Urquell, insieme ad altri marchi come quello Peroni (già precedentemente acquistato da SABMiller), alla Asahi.

Incredibile che un segno così distintivo della Repubblica Ceca sia in mano nipponica, ma questo è il frutto delle numerose compravendite che ogni anno i grandi gruppi birrari mettono in scena.

L’articolo sul Birrificio Pilsner Urquell finisce qui! Spero che ti sia piaciuto e di averti dato qualche spunto nuovo su cui riflettere e che non conoscevi.

Se ti piace la storia della birra, leggi (in modo del tutto gratuito) l’introduzione di STORIA della Birra for Beginners

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