Birrificio Carlsberg, un lievito e non solo

Birrificio Carlsberg, un lievito e non solo

Last Updated on Ottobre 2022 by Riccardo Francesconi

Il Birrificio Carlsberg ha avuto una grande importanza nella storia della birra. È dentro ai suoi laboratori che è stata isolata la specie di lievito perfetto per la bassa fermentazione, il Saccharomyces Carlsbergensis.

Birrificio Carlsberg. Porta d'entrata.
La porta del Birrificio Carlsberg

Probably the best beer in the world

Famoso slogan della Carlsberg

Non so se lo slogan dice la verità, ma la scoperta del Saccharomyces Carlsbergensis amplificò una rivoluzione produttiva iniziata qualche decennio prima, quando fu creato quello che probabilmente è lo stile più rivoluzionario di tutti i tempi.

L’importanza del birrificio Carlsberg deriva dalla scoperta del lievito Saccharomyces Carlsbegensis

Oggi Carlsberg è un birrificio ma, soprattutto, una società che conta al suo interno numerosi birrifici, come quello italiano di Angelo Poretti, o il danese Tuborg, acquisito nel 1970.

Il marchio Carlsberg è molto conosciuto grazie alle sue sponsorizzazioni come quella del Liverpool calcio, durata ben diciotto anni, o come quella ufficiale degli Europei del 2016.

Un po’ di storia

Il Birrificio Carlsberg fu fondato nel 1847 da Jacob Christian Jacobsen e la prima cotta è attestata al 10 Novembre di quell’anno. I loghi originali della società sono l’elefante e la svastica. Quest’ultima fu tolta negli anni trenta del Novecento per l’associazione con il nazismo.

Il primo logo (quello dell’elefante) era quello della Carsberg fondata nel 1847 mentre il secondo (la svastica) fu scelta dal figlio di Jacob, Carl. Egli, dopo aver studiato la produzione della birra in giro per l’Europa, tornò in Danimarca e fondò la Ny Carlsberg (Nuova Carlsberg, con la svastica come logo) nel 1882.

Etichetta della Carlsberg del figlio di Jacob

Ben presto, la “nuova Carlsberg” raddoppiò le vendite della “vecchia Carlsberg” fondata dal padre. Non è chiaro, comunque, se in quegli anni il consumatore percepisse differenza tra le due Carlsberg che ben presto si riunirono. Questa separazione fu la conseguenza diretta di un rapporto tra i due Jacobsen (padre e figlio) che non era tra i migliori, tanto che il padre chiese al figlio di cambiare il nome del birrificio appena fondato.

I due, comunque, si riavvicinarono nel 1886, poco prima della morte del padre.

Se vuoi scoprire le vicissitudini di questi due grandi personaggi ti consiglio di leggere Storia dell’Europa in 24 pinte. Dieci secoli di birra, un must per gli appassionati di birra e della sua storia.

Un salto in avanti

Il birrificio Carlsberg divenne sempre più grande tanto che nel 1932 fu aperto un ufficio specializzato nell’export. Al 1954, invece, risalgono i primi contratti di imbottigliamento in loco con aziende situate a Gibilterra, Malta e Irlanda.

Ma è nel 1966 che, per la prima volta, la birra Carlsberg venne prodotta fuori dalla Danimarca, per l’esattezza a Cipro nel birrificio Photiades.

Risale al 1970 l’acquisto, invece, del birrificio Tuborg, anche se il maggior numero dei birrifici acquisiti da parte di questo colosso, appartiene agli anni ‘90 e duemila. Un esempio ne è l’acquisto del Birrificio Angelo Poretti del 2002.

Va ricordato, inoltre, che nel 2006 la società brevettò uno speciale metodo di spillatura: il Draughtmaster. Questo metodo non necessita dell’uso di anidride carbonica, per il quale vengono usati fusti in PET invece dei classici in acciaio.

La grande scoperta del Birrificio Carlsberg, ritorniamo sul lievito

Il padre fondatore di Carlsberg fu un vero e proprio collezionista d’arte. Non a caso la sua collezione è conservata alla Ny Carlsberg Glyptotek, situata a Copenaghen.

Ma questo, per noi birrofili, non è che un contorno se pensiamo alla divulgazione degli studi fatti da Emil Christian Hansen, scienziato del laboratorio della Carlsberg.

Il laboratorio fu fondato nel 1875 proprio per poter dare un approccio scientifico, più che artistico, alla produzione birraria. (ti lascio il link di seguito per approfondire chi era Emil Christian Hansen del quale parlo ancor più approfonditamente qui.)

L’apporto di Hansen fu cruciale per la produzione di birra , perché scoprì un lievito puro perfetto per poter produrre birre a bassa fermentazione.

Cruciale fu anche il fatto che egli non applicò il brevetto sulla sua scoperta perché fermamente convinto che le scoperte scientifiche appartenessero all’umanità intera. Fu così che, della sua scoperta, ne poterono godere in tutta Europa e anche oltre Oceano.

La scoperta ddel Saccharomyces Carlsbergensis andò, in qualche modo, a chiudere un cerchio che si era aperto qualche decennio prima con la produzione della prima Pilsner della storia. Infatti, la Pilsner godette di questa scoperta in quanto era (ed è ancora oggi) una birra pulita e delicata che giovò negli anni successivi di questo tipo di lievito che, se pur producendo alcol e anidride carbonica, rilascia pochi aromi e sapori nella birra finita. Un lievito necessario, quindi per produrre birre, delicate e molto equilibrate.

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3 replies to Birrificio Carlsberg, un lievito e non solo

  1. Nonostante la Carlsberg sia ormai definita una birra assolutamente commerciale, penso che meriti capire la storia e le origini di questo colosso.
    Ma a Copenaghen c’è un altro birrificio di cui mi piacerebbe sapere qualcosa in più: Mikkeller! Attendo con ansia i nuovi argomenti 🙂
    Buon lavoro!

    • Presto saranno approfonditi anche birrifici più “giovani” , ma che hanno avuto un ruolo cruciale negli ultimi anni. Birrifici che hanno sperimentato nuovi stili e che si sono sempre più allontanati dal concetto “pale lager” portandosi dietro un grande seguito. Grazie!

  2. formidabile così come stupefacente sito blog.
    Ho veramente desidero ringraziarvi, per averci offerto molto meglio informazioni.

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