BIRRIFICIO CARLSBERG, UN LIEVITO E TANTO ALTRO

Il Birrificio Carlsberg ha avuto una grande importanza nella storia della birra : è dentro ai suoi laboratori che è stata isolata la specie di lievito perfetto per la bassa fermentazione, il Saccharomyces Carlsbergensis.

Birrificio Carlsberg. Porta d'entrata.
La porta del Birrificio Carlsberg

Probably the best beer in the world

Famoso slogan della Carlsberg

Non so se lo slogan dice la verità, ma la scoperta del Saccharomyces Carlsbergensis amplificò una rivoluzione produttiva iniziata qualche decennio prima, quando fu creato quello che probabilmente è lo stile più rivoluzionario di tutti i tempi.

Proprio da questa scoperta deriva l’importanza del Birrificio Carlsberg che approfondiremo tra poco

Oggi Carlsberg è un birrificio ma, soprattutto, una società che conta al suo interno numerosi birrifici, come quello italiano di Angelo Poretti, o quello danese della Tuborg, acquisito nel 1970.

Il marchio Carlsberg è molto conosciuto per le sue sponsorizzazioni come quella del Liverpool calcio, durata ben diciotto anni, o come quella ufficiale degli Europei del 2016.

Un po’ di storia

Il Birrificio Carlsberg fu fondato nel 1847 da Jacob Christian Jacobsen e la prima cotta è attestata al 10 Novembre di quell’anno. I loghi originali della società sono l’elefante e la svastica, la quale è stata tolta negli anni trenta per l’associazione con il nazismo.

Il figlio di Jacob, Carl, dopo aver studiato la produzione della birra in giro per l’Europa tornò in Danimarca e fondò la Ny Carlsberg (Nuova Carlsberg, con la svastica come logo) nel 1882.

Etichetta della Carlsberg del figlio di Jacob

Ben presto raddoppiò le vendite della “vecchia Carlsberg” (quella con l’elefante) fondata dal padre. Non è chiaro, comunque, se in quegli anni il consumatore percepisse differenza tra le due Carlsberg che ben presto si riunirono. Il rapporto tra i due Jacobsen non era tra i migliori, tanto che il padre chiese al figlio di cambiare il nome del suo birrificio.

I due si riavvicinarono nel 1886, poco prima della morte del padre. Se vuoi scoprire le vicissitudini di questi due grandi personaggi ti consiglio di leggere Storia dell’Europa in 24 pinte. Dieci secoli di birra, un must per gli appassionati di birra e della sua storia.

Un salto in avanti

Il Birrificio divenne sempre più grande tanto che nel 1932 fu aperto un ufficio specializzato nell’export. Al 1954, invece, risalgono i primi contratti di imbottigliamento in loco con aziende situate a Gibilterra, Malta e Irlanda.

Ma è nel 1966 che, per la prima volta, la birra Carlsberg venne prodotta fuori dalla Danimarca, per l’esattezza a Cipro nel birrificio Photiades.

Risale al 1970 l’acquisto del birrificio Tuborg, anche se il maggior numero dei birrifici acquisiti appartiene agli anni ‘90 e duemila, come l’acquisto del Birrificio Angelo Poretti del 2002.

Per non parlare di soli acquisti, va ricordato che nel 2006 la società brevettò uno speciale metodo di spillatura: il Draughtmaster. Questo metodo non necessita dell’uso di anidride carbonica, per il quale vengono usati fusti in PET invece dei classici in acciaio.

La grande scoperta del Birrificio Carlsberg, ritorniamo sul lievito (come promesso)

Il padre fondatore di Carlsberg fu un vero e proprio collezionista d’arte. Non a caso la sua collezione è conservata alla Ny Carlsberg Glyptotek, situata a Copenaghen.

Ma questo, per noi birrofili, non è che un contorno se pensiamo alla divulgazione degli studi fatti da Emil Christian Hansen, scienziato del laboratorio della Carlsberg.

Il laboratorio fu fondato nel 1875 proprio per poter dare un approccio scientifico, più che artistico, alla produzione birraria. Ti lascio il link di seguito per approfondire chi era Emil Christian Hansen del quale parlo ancor più approfonditamente qui.

L’apporto di Hansen fu cruciale per la produzione di birra , perché scoprì un lievito puro perfetto per poter produrre, con assoluta certezza, birre a bassa fermentazione.

Cruciale fu anche il fatto che egli non applicò il brevetto sulla sua scoperta perché fermamente convinto che le scoperte scientifiche appartenessero all’umanità intera. Fu così che della sua scoperta ne poterono godere in tutta Europa e anche Oltre Oceano.

L’articolo sul Birrificio Carlsberg finisce qui. Se non lo hai ancora fatto iscriviti alla newsletter gratuita: crea un percorso birrario all’interno del blog.

2 replies to BIRRIFICIO CARLSBERG, UN LIEVITO E TANTO ALTRO

  1. Nonostante la Carlsberg sia ormai definita una birra assolutamente commerciale, penso che meriti capire la storia e le origini di questo colosso.
    Ma a Copenaghen c’è un altro birrificio di cui mi piacerebbe sapere qualcosa in più: Mikkeller! Attendo con ansia i nuovi argomenti 🙂
    Buon lavoro!

    • Presto saranno approfonditi anche birrifici più “giovani” , ma che hanno avuto un ruolo cruciale negli ultimi anni. Birrifici che hanno sperimentato nuovi stili e che si sono sempre più allontanati dal concetto “pale lager” portandosi dietro un grande seguito. Grazie!

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